RISPOSTE NUOVE

17.2.2017

Spero che voi facciate errori. Perché se state facendo errori, allora state provando cose nuove, imparando, vivendo, superando le paure.
Neil Gaiman

 


In genere, invece di sbarazzarci delle cose inutili buttiamo via il tempo. A pensarci è strano: ci si affanna per un attaccamento a qualcosa, lasciando che la vita trascorra altrove. Si pensa sempre che “senza questo o quello” non potrò stare. E’ un’illusione, ovviamente: si può fare a meno praticamente di tutto…Se uno prova a guardare veramente a fondo, si accorge che alla fine rimangono pochissime “cose”. Niente o quasi è così essenziale. Cosa porti con te nel bagaglio a mano, quando le valige vanno perdute?Immagini, sensazioni, emozioni. L’amore per i tuoi amori. La fiducia e il legame profondo con le persone (pochissime, sulle dita di una mano) con cui condividi il viaggio, sostenendosi a vicenda senza se e senza ma.Ci sono cose che quando non le hai più ti manca il fiato e altre che pensi di morire senza e invece, quando se ne vanno, respiri un’aria nuova. In entrambi i casi, spesso, ce ne accorgiamo tardi, distratti dal marasma. Distratti dall’abitudine, come un’assuefazione. Quella che se ti addormenti con la tv accesa e il volume alto, ti svegli quando la spengono. E’ il silenzio, la situazione nuova, a svegliarti. Al rumore invece eri abituato, e continuavi a dormire. Così, persi nei rumori, ci si focalizza sulle cose inutili: così piccole da essere inutili o così grandi da essere inutili…Come la signora Pina, che controlla e protesta per i centesimi addebitati sul conto e poi non si accorge delle migliaia di euro che le spillano in commissioni implicite.Oppure Bottavio, che si lamenta e partecipa sentitamente a tutti i mali del mondo e alla fine gli viene il mal di stomaco, che va ad aggiungersi ai mali del mondo.E’ quasi un concetto filosofico: focalizzarsi su un piccolo guadagno ottenendo in cambio una grande perdita. Come quando si tira troppo la corda in una trattativa per risparmiare qualche spicciolo e alla fine si perde l’affare. Si dice che i soldi vadano dove sono trattati meglio (ad esempio dove ci sono tassi più alti). E’ verissimo, ma vale anche per i professionisti competenti, i consulenti affidabili e le persone di valore in genere. Che quando le perdi per qualche spicciolo, poi ti accorgi quanto ti mancano.Il concetto funziona anche all’opposto: per ottenere un grande guadagno bisogna essere disposti a subire piccole perdite. Essere disposti a sbagliare e ad ammetterlo, a pagare un prezzo. Sarà forse per questo che la maggior parte delle persone non riesce a guadagnare quando investe: non vende in perdita neanche sotto tortura.Se non si ammettono i propri sbagli non si riesce a sbarazzarsene: invece di essere errori che ti fanno vivere e imparare, questi si accumulano via via che ci si accanisce a ripeterli. Si accumulano come i granelli di sabbia che alla fine formano una duna come una montagna, e poi magari una tempesta di sabbia, nel tuo personale deserto. Si accumulano come le vecchie carabattole muffite che riempiono le case malsane degli accumulatori compulsivi, quelli che non riescono più a vivere perché schiavi delle loro cose che gli levano ogni spazio. E non riescono a buttare via, attanagliati dalla paura di perdere qualcosa, di non poterne fare a meno.Sono tutte cose che nel tempo si deteriorano: pensieri incrostati, incomprensioni per fatti vecchi e sbiaditi come fantasmi, parole inutili che continuano a rimbombare, rancori e gelosie.C’è gente che ha il rancore e la gelosia incrostati addosso come la corazza puntuta di quei granchioni rossi dei documentari. C’è gente che per paura di non essere all’altezza accumula quantità enormi di cose (materiali e non), da sfoggiare per dimostrare qualcosa; terrorizzati di trovarsi nudi e di poter offrire solo quello che hai dentro.Così, invece di semplificare, di cercare una vita il più possibile semplice, leggera e diretta, ci si aggroviglia, ci si arrampica, si accumulano i detriti che riempiono la stanza e diventano rifiuti che soffocano. In un tanfo cui si fa l’abitudine, come chi bazzica le discariche, che non ci fa più caso mentre si avvelena piano piano. Per questo bisognerebbe buttare via quasi tutto. Anche il cervello ringrazierebbe. Come un computer troppo pieno, bombardato e inzeppato di roba che lo rallenta e appesantisce, una volta ripulito torna a funzionare alla grande, elaborando soluzioni e risposte nuove a una velocità prima impensabile.“Scusa, mi dispiace, ho sbagliato”… sono parole che, se dette con il cuore sincero, funzionano come incantesimi potenti che ti trasformano la vita. E’ semplicemente umiltà, che non c’è niente da vergognarsi: se dici la verità e ammetti gli sbagli il tuo valore viene riconosciuto. Le persone intorno te, quelle che contano, te ne saranno grate e ti aiuteranno, trasformandosi in angeli protettori nei tuoi momenti bui.Tutte le risposte sono già pronte se apri la porta e fai spazio. Quando butti via i cumuli di abitudini, le strade e le risposte nuove ti si parano davanti.E tutto il tempo che ci sembrava sprecato, risorgerà acquistando valore e illuminando il presente e il futuro come in un percorso mistico, una magia che stupisce e ti lascia senza fiato. Perché tutto ha un suo posto e tutto ha un senso.Chilavrebbemaidetto.Così, mentre asciughi le lacrime della tua bambina, della tua compagna, di chi ti sta accanto, nei momenti più duri, potrai dire: “Non piangere, ci sono sempre strade nuove. Proprio qui e ora”. E ora che si fa?

 

È impossibile per un uomo imparare ciò che crede di sapere già.
Epitteto (100 d.C.)

 

Come avrete notato, sui mercati da un po’ di tempo c’è calma piatta, cielo prevalentemente sereno… solo qualche increspatura in superficie. Cosa mai potrebbe andare storto?

 

Beh, non avrei molto altro da dire. Solo, forse, ricordarsi che le cose non andranno sempre così lisce. Ecco. Ci sarà un chilavrebbemaidetto event? Saranno i tassi di interesse?, l’inflazione? il dollaro che tracolla? Trump che litiga con i cinesini?, le elezioni in Francia?… Non ne ho idea. E come me non ne hanno idea tutti i grandi analisti-economisti-strategist-opinionisti che per contratto devono riempirci la testa di chiacchiere vaporose in stile “Come la vedi?”.

Così, mentre attendiamo sviluppi, continuo a comprare qualcosa per i Portafogli Colorati. Che, come potete vedere nella sezione riservata del sito, sono stati aggiornati con i dividendi percepiti nel 2016 e i nuovi livelli di trailing stop.

Comincerei con un po’ di industria.

La General Electric è un vero colosso industriale made in Usa. Si va dalle trivelle, alle locomotive, fino alle apparecchiature di diagnostica medica. Un mastodonte da 270 miliardi di dollari di capitalizzazione che nel 2009 ha letteralmente rischiato di fallire (dopo oltre un secolo di solidi risultati) a causa della passione per la finanza creativa del management di allora: i famigerati derivati & friends… Oggi la GE sembra essersi sbarazzata di molti scheletri nei bilanci e sta tornando a concentrarsi su ciò che sa fare: l’industria. Adeguandosi oltretutto ai tempi, cioè con un occhio di riguardo per la tecnologia.

Ancora industria. Se il traffico aereo è in aumento costante, il parco macchine non riesce a tenere il passo. In particolare, i motori invecchiano. Ecco allora l’occasione per Rolls Royce, fra le principali produttrici mondiali di motori per aereo (assieme a GE, per l’appunto).

Parlando di brand, si arriva a Ralph Lauren, storico marchio newyorchese dell’abbigliamento di fascia alta, ultimamente un po’ appannato. L’idea è che il signor Ralph (che detiene ancora il 30% della sua azienda da 6,5 miliardi) sappia ancora una volta navigare con successo attraverso i mari del rinnovamento. Azzurrina conserva ancora religiosamente un tailleur degli anni ’80 dello stilista, indossato come fosse un diadema prezioso nelle occasioni speciali. Il suo Portafoglio sembra quindi il candidato naturale.

Dal brand al trend. Prima di tutto il commercio online, sempre più diffuso. Ma non è solo Amazon: in realtà il più grande retailer al mondo è oggi AliBaba, la piattaforma cinese, che con i numeri che ha, se fa tanto di espandersi geograficamente potrebbe avere grande potenziale di crescita. Un altro trend sembra quello della rinascita della musica a pagamento (i diritti d’autore). Con il mercato dei cd in via d’estinzione, oggi la musica si ascolta con le playlist in streaming, via internet. Gli abbonamenti in rete, da Apple Music a Spotify…, sono in aumento esponenziale e le tre major che detengono quasi il 90% dei diritti d’autore del pianeta vedono i loro guadagni impennarsi: sono Warner Music, Sony e Universal Music. Quest’ultima è la più importante (40% del mercato) ed è posseduta dal colosso francese Vivendi (che ha il 50% dei suoi ricavi derivanti proprio dalla Universal). Se il trend prosegue, Vivendi ci guadagna assai…

Un trend molto meno simpatico è quello dell’aumento di certe malattie terribili come l’Alzheimer. L’americana Biogen sembra essere una delle industrie biotech più avanti nella ricerca di una cura. Dopo che colossi come Merck, Roche, Eli Lilly si sono arenati, le sperimentazioni di Biogen paiono essere ancora promettenti. Una speculazione da provare.

Rimaniamo nell’healthcare ma andiamo a Parigi, con un titolo che dovrebbe essere più “tranquillo”: Sanofi, un colosso la cui produzione spazia dalle insuline, alle biotech per la sclerosi multipla, ai farmaci da banco (dal Maalox, all’Enterogermina…). E, a proposito di diritti: Sanofi ha acquisito da Eli Lilly i diritti per la commercializzazione di una futura versione da banco del famoso Cialis (il cugino del Viagra). Che se tutto va bene gli si impennano i guadagni. Nel frattempo il titolo paga il 4% di dividendi, da confrontarsi con il 3% offerto da un Btp che scade nel 2067…

Dopo i singoli titoli ecco gli indici di Borsa. Nell’era di Trump non può mancare la Russia di Putin. Anche la Cina, zitta zitta sta risalendo la china, un po’ fuori dai riflettori. Ci si riprova: dopo l’uscita un anno fa in stop loss e quella del 2015 con un gran bel profit (tutti i dati delle operazioni chiuse nei Portafogli si trovano nella sezione Tools dell’area riservata), ricompriamo l’indice delle blue chips cinesine.

In ultimo i bond.

Come penso sia chiaro da quando si è parlato di duration, non ho visioni particolarmente emozionanti sui bond in genere. Anzi. Ad ogni modo, un portafoglio diversificato deve avere dei bond. Qui nei Portafogli Colorati probabilmente le obbligazioni sembrano poche a confronto dei titoli azionari. Un po’ anche perché le singole azioni possono avere un peso percentuale molto limitato. Ma il fatto è che con i tassi a zero, trovare e gestire soluzioni efficienti per la parte obbligazionaria richiede un livello consulenziale che non può essere realizzato su un sito “generalista” come Bassa Finanza. Comunque, oggi aggiungiamo un fondo un po’ particolare. Investe in obbligazioni corporate (emesse da aziende) di qualità più che decente (rating medio superiore a BBB) e denominate in franchi svizzeri. La sua particolarità è che gli emittenti non sono svizzeri. Il che lascia aperto uno spiraglio per ottenere qualche scampolo di rendimento.

A proposito. Da quando è stato eletto Trump, i rendimenti dei titoli di stato Usa (Treasury) sono saliti e quindi i bond sono scesi. Uno penserebbe che la stessa cosa dovrebbe succedere anche dalle nostre parti. Ma no, da noi c’è Mario della Bce che compra tutto per tenere bassi i tassi e non far scendere i titoli di stato (di cui le banche sono imbottite). Oggi un Treasury Usa a 10 anni rende circa il 2,5% mentre un Bund tedesco è schiacciato allo 0,4%. C’è quindi un differenziale (spread) di oltre 2 punti percentuali (tecnicamente 200 basis point), roba mai vista dai tempi della caduta del muro di Berlino. Il fatto è che lo spread fra Bund e Btp italiano è inferiore ai 200 basis point. Il che, se ci fosse ancora una logica nei mercati, potrebbe significare due cose: o i Btp italiani sono considerati più sicuri (cioè rendono meno) dei Treasury Usa, oppure ci troviamo di fronte a un differenziale distorto che in qualche modo si dovrà prima o poi riallineare. Ad esempio con una risalita dei tassi del Bund (e quindi una discesa del prezzo dei titoli). Se si prendono i due etf che seguono questi andamenti (e guadagnano quando i bond perdono) si vede che negli ultimi mesi il Treasury Usa (in verde) ha preso una strada, mentre il Bund fa finta di nulla:

Chissà, magari anche il Bund si sveglia (cadendo dal letto); che così, mentre il suo prezzo scende, l’etf (in blu) ci guadagna.

Attenzione però: qui siamo di fronte a una speculazione al ribasso, con tanto di leverage (l’etf è a leva 2, cioè raddoppia i guadagni o le perdite rispetto ai movimenti del Bund).

 

Riepilogando, oggi si comprano parecchie cose… L’importante è cercare i giusti pesi delle posizioni e proteggersi con gli stop loss. Perché alla fine quello che davvero conta è gestire e controllare le proprie emozioni: fattore ben più importante delle previsioni dei guru o della selezione dei titoli.

A presto.

 

Per il Portafoglio Giallo compro:

 

-          General Electric, trattata al Nyse, cod. isin: US3696041033

 

-          Rolls-Royce Holding trattata al London Stocks Exchange, cod. isin: GB00B63H8491

 

-          Sanofi, trattata alla Borsa di Parigi (e sul circuito Equiduct), cod. isin: FR0000120578

 

-          Biogen, trattata al Nasdaq, cod isin: US09062X1037

 

-     Lombard Odier Funds – Swiss Franc Credit Bond (Foreign) P acc, cod isin: LU0137076930

 

Per il Portafoglio Azzurrino compro:

 

-          Ralph Lauren, trattata al Nyse, cod. isin: US7512121010

 

Per il Portafoglio Bianco compro:

 

-          AliBaba, trattata al Nyse, cod. isin: US01609W1027

 

-          Vivendi, trattata alla Borsa di Parigi (e sul circuito Equiduct), cod. isin: FR0000127771

 

Per il Portafoglio Fucsia compro:

 

-          Lyxor China Enterprise, trattato su Borsa Italiana, cod. isin: FR0010204081

 

-          Lyxor DJ Russia, trattato su Borsa Italiana, cod. isin: FR0010326140

 

-          Lyxor Daily Douyble Short Bund, trattato su Borsa Italiana, cod. isin: FR0010869578

 

 

 

 

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