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I Portafogli Colorati (e il Tempo che vola)

23.9.2017

 

La speculazione è il tentativo di trasformare una piccola somma in una fortuna.
L’investimento è il tentativo di impedire a una fortuna di tramutarsi in una piccola somma.

Fred Schwed Jr.

 

 

 

 

 

 

Ho scritto il primo numero di Bassa Finanza nell’ottobre del 2009. Cioè: il tempo vola. E grazie al cielo siamo ancora qui.

Fra le tante idee confuse di quello che allora era un esperimento/salto nel buio, una cosa ce l’avevo chiara: dopo i discorsi ci sarebbe stata una parte operativa con idee di investimento concrete. La rete pullula di guru infallibili e opinionisti logorroici, che quando si arriva ai fatti… pare abbiano qualche difficoltà a metterci la faccia. Chilavrebbemaidetto.

Così sono nati i Portafogli Colorati, dove tutti avrebbero potuto vedere quello che facevo e tutto sarebbe sempre rimasto lì, con una serie storica consultabile, con i suoi successi, gli errori e le ingenuità. I diversi colori vogliono caratterizzare la tipologia di Portafoglio: il Giallo è una specie di bilanciato omnicomprensivo; l’Azzurrino è dedicato alle proverbiali vecchine coi capelli azzurrini che sono orfane dei bot al 5%; il Bianco è pensato per i bambini: investimenti a lungo termine in questa strana epoca di tassi a zero ed evoluzioni/rivoluzioni tecnologiche, finanziarie, etc.; nel Verdolino si cerca qualche soluzione di investimento con un occhio alla qualità della vita e dell’ambiente; e nel Fucsia, il colore delle bolle, ci si lancia in investimenti più volatili.

Così, otto anni fa, con le mani un po’ tremolanti, dichiaravo in rete primi investimenti nei Portafogli, con l’unica certezza che da quel momento non si poteva più tornare indietro:

 

 

Eccetera…

 

Dal punto di vista tecnico, fin dall’inizio ho stabilito delle regole:

 

1- tutti gli investimenti devono essere facilmente accessibili e replicabili da chiunque. Niente cose esotiche, oscure o complicate, seguendo la massima di Greenblatt (investitore di successo):

 

“Investire in qualcosa di cui non si conosce bene il funzionamento equivale a correre attraverso una fabbrica di dinamite tenendo in mano un fiammifero acceso. Anche se si sopravvive, si resta degli idioti.”

 

2 – Per tutti gli investimenti dev’essere stabilito fin da subito un livello di uscita (stop loss), che fa vendere, senza “se” e senza “ma” se le cose non dovessero andare come previsto. Se poi il valore del titolo sale, lo stop loss (statico) si trasforma in trailing stop: diventa dinamico e si adegua ai movimenti di prezzo, accompagnandone la salita ma consentendo comunque un’uscita prima che un calo si trasformi in disastro. Tutto questo per due motivi.

Prima di tutto, vendere in perdita è cosa molto difficile psicologicamente (che bisogna ammettere di aver sbagliato e fare il funerale a una cifra che ti si vaporizza davanti nel silenzio del monitor); motivo per cui nei portafogli dei risparmiatori si creano spesso posizioni incagliate con perdite disastrose e difficilmente recuperabili. Quando si tratta di investimenti, la matematica diventa sfuggente (ma impietosa): se un titolo fa -50% devi sperare in un rimbalzo del +100% per rivedere il pareggio (il semplice +50% non ti serve a niente); se lasci che  una posizione scivoli a -80% devi sperare in un +400% per tornare in pari…

Per questo bisogna avere un livello prestabilito di vendita: prima che i fatti e le emozioni prendano il sopravvento.

L’altro motivo per cui il trailing stop è importante è che quando hai un investimento vincente puoi lasciar correre i profitti senza rischiare di tagliare la posizione troppo presto. Un problema molto diffuso, come ben sanno quelli che magari hanno venduto in passato le azioni Amazon inebriati da un +40% in pochi mesi… lasciando poi per strada i +mille-mila per cento degli anni successivi.

A questo punto eccoci qua con un riepilogo, un punto della situazione.

Dato che qui, ovviamente, non si fa consulenza personalizzata, non è possibile assegnare un peso percentuale alle singole posizioni in portafoglio. L’unico modo per valutarne l’andamento è quindi quello di calcolarne il rendimento medio come fossero tutte equipesate.

Ecco quindi il rendimento medio delle posizioni presenti a oggi (le posizioni aperte) nei Portafogli Colorati (i dettagli delle posizioni si trovano qui):

 

Portafoglio Giallo: +23,2%

 

Portafoglio Azzurrino: +29%

 

Portafoglio Bianco: +19%

 

Portafoglio Verdolino: +43,5%

 

Portafoglio Bolla Fucsia: +34,2%

 

Con una media per singolo investimento (calcolata su tutte le 57 posizioni aperte) di +22,3%.

Questo in termini assoluti.

Ma considerato che la durata media delle posizioni aperte è di poco meno di 3 anni (circa 1000 giorni), abbiamo che il rendimento medio annuo delle 57 posizioni aperte è di +7%.

 

Già, ma le posizioni chiuse? Cioè quelle vendute con stop loss o trailing stop, come sono andate?

Esaminando tutte le 90 posizioni chiuse negli 8 anni di esistenza dei Portafogli di Bassa Finanza, il risultato medio è +7% (centesimo più, centesimo meno: tutti i dettagli qui). In pratica, la gestione del rischio ha consentito, in media, di non avere mai posizioni chiuse in perdita.

Risultati che probabilmente ai F.lli Boscoli sembreranno banali.

In fondo, quando sale si vede.

Un saluto.

 

 

Giuseppe Cloza

 

 

 

 

 

© 2010-2017 Bassa Finanza Le informazioni pubblicate non devono essere considerate una “sollecitazione al pubblico risparmio” né una promozione di alcuna forma di investimento ne' “raccomandazioni personalizzate” ai sensi del Testo Unico della Finanza, trattandosi unicamente di informazioni standardizzate rivolte ad un pubblico indistinto (cfr. art 69, comma 1, punto c, Regolamento Emittenti Consob e Considerando n.79 della direttiva Mifid 2006/73/CE) al fine di offrire un mero supporto informativo e decisionale agli utenti mediante l'elaborazione di un flusso informativo di dati, notizie, ricerche e analisi. Proprio perché le raccomandazioni fornite non possono intendersi personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo utente, potrebbero non essere adeguate rispetto alle conoscenze ed esperienze, alla situazione finanziaria e agli obiettivi di investimento del singolo utente, che infatti non sono stati presi in considerazione e valutati.

 

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