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RITORNO AL FUTURO

9.2.2018

 

 

 

“È difficile fare previsioni, specialmente quando sono riferite al futuro”.

Regola n. 1 dei F.lli Boscoli

 

“Il senno di poi è una scienza esatta”.

Regola n. 2

 

 

 

 

 

 

 

Mentre in questi giorni siamo tutti presi dalle news e le analisi, ad auscultare gli scricchiolii dei mercati, i dibattiti concitati o le previsioni rassicuranti o da panico serpeggiante… per il momento io preferisco tornare indietro nel tempo e riproporvi una newslettera di due anni fa, recuperata dal vecchio sito (ormai offline, causa hacker e virus) e restaurata per l’occasione.

Già, gli hacker. Di questi tempi - sempre più connessi e online - bisogna fare attenzione, come hanno scoperto l’altro giorno i 260.000 clienti di Coinchek, piattaforma giapponese per il trading di criptovalute dalla quale sono spariti in un lampo 530 milioni di dollari. Cioè mezzo miliardo (http://fortune.com/2018/01/31/coincheck-hack-how/).

Si sussurra sia stato un altro colpaccio di Hackerinik, il misterioso cyber ladro nordcoreano che imperversa da tempo. Pare abbia meno 6 anni e si stia preparando per giocare con i computer delle automobili che guidano da sole, appena usciranno sul mercato.

Ma sto divagando.

Non sappiamo se quella di questi giorni sia una semplice correzione – dopo anni di salite soporifere, dove l’unico sport di moda sembra essere stato il buy the dip (compra sui cali), che tanto poi risale, ci sono le banche centrali e ci pensano loro… Così alla fine è arrivata la compiacenza e un po’ di euforia degli ultimi arrivati (cose che in genere i bull market amano scrollarsi di dosso prima di ripartire).

Oppure potremmo essere all’inizio di qualcosa di peggio, anzi, molto peggio di una semplice correzione. Comunque sia, non c’è modo di saperlo prima, checché ne dica la signora Pina (“lei che lavora nel campo saprà certamente…”).

Dal vecchio buy and hold (compra e metti nel cassetto), quando il nonno di Bottavio comprava le azioni delle Generali per il nipotino e se le dimenticava per anni (“sono sicurissime!”) salvo scoprire che avevano perso il 50%... dal buy and hold, dicevo, si è passati al buy the dip. Ultimamente però, tutti quei gestori che non sanno più che pesci prendere per dare un rendimento, mi pare siano passati al buy and hope: compra e speriamo che continui a salire. Il tutto estremizzato dalla mania dell’indicizzazione - dove con un clic si compra o si scarica un intero paniere di azioni - e da altre diavolerie più tecniche tipo i derivati sulla volatilità per “coprire” il portafoglio, che ti fanno sentire un drago finché non ti esplodono in mano. Tutta roba che crea circoli viziosi che si autoalimentano e possono portare a un effetto domino di vendite. Ma non mi voglio dilungare qui.

Tutti vorremmo uscire dal mercato prima che cali e rientrare appena si vede che risalirà. Il che è semplicemente impossibile (tranne che per i F.lli Boscoli). Fare avanti e indietro arbitrariamente può essere altrettanto rischioso e dannoso che stare fermi. Allora bisogna scegliere se stare fuori o dentro.

Quindi, al di là delle analisi o dei titoli dei tiggì, per me l’unica possibilità è quella di cercare di gestire il rischio e le emozioni, costruendo un portafoglio dove le singole posizioni abbiano un peso ben tarato, le asset class non siano troppo sbilanciate e possibilmente vi siano delle decorrelazioni all’opera (come il gold, che non sempre va nella stessa direzione delle azioni). Con dei titoli che abbiano un senso e una storia dietro. Il tutto “ingabbiato” da stop loss e trailing stop, che ti fanno uscire senza bisogno di pensarci o lagnarti, e limitando i danni. In modo che, se questa è solo una correzione, uno invece di leccarsi le ferite è pronto a ricomprare. Che altro?

 

Vi ripropongo la newslettera del dicembre 2015, perché rileggendola sono rimasto colpito: il tempo passa ma certe cose non cambiano. Un po’ come tornare indietro nel futuro, appunto. Buona lettura.

 

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Newslettera n. 74 – 21 dicembre 2015

 

 

Bassa Finanza

Visioni dal piano terra, per una vita più alta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DISTACCO

 

 

 

 

 

 

Se uno non si sente confuso è perché in realtà non ha ben compreso la situazione.
Edward R. Murrow

 

O ripeti le stesse cose convenzionali che dicono tutti,
oppure dici qualcosa di vero e allora sembrerà che tu venga da Nettuno.

Noam Chomsky

 

 

 

 

 

Nella foto sotto potete vedere la sala operativa di Bassa Finanza. I due signori seduti al desk sono nientepopodimeno che…

 

 

 

… i F.lli Boscoli.

 

Scrutano con attenzione e meditazione i grafici per vedere se risalirà o continuerà a scendere. E così che si fa. Anche le grandi case di gestione fanno così. E poi confezionano i loro report pieni di centomila chiacchiere e grafici che inondano le caselle email di bancari e consulenti, che partono all’arrembaggio dei risparmiatori, che si "accontentano" del 3-4% annuo, purché ovviamente senza rischi.

La sedia vuota al centro è la mia. Mi sono alzato per fare quella foto. Poi, a forza di allontanarmi ci ho preso gusto. Mi sono distaccato. Un distacco per cercare di vedere meglio le cose. E magari prendere fiato. Pensare.

 

L’altro giorno mi ha chiamato la signora Pina. Ha letto sui giornali che le obbligazioni subordinate sono rischiose. “Quindi è vero!”, mi ha detto. Sì signora, se ne parlava da anni, forse ricorda… “Eh, ma ora l’hanno detto al tiggì. Una cosa terribile!”. Si è precipitata alla sua banca Traballa sotto casa, una di quelle ancora aperte, per convincere il cassiere a venderle i bond. C’è voluto un po’, perché il cassiere è l’unico rimasto nella filiale, e deve arrangiarsi anche a fare il direttore e consulente di bond e raccolta punti per vincere la Nespresso gratis se apri un conto con noi.

La signora Pina è tornata molto rasserenata. Non sa quanto ha perso, che dagli estratti conto non si capisce neanche dopo una consulenza tecnica di un esperto di sudoku, ma ora ha dei nuovi prodotti molto migliori, mi dice. Sono fondi High Income, High Yield, Absolute Fessibili, Multiasset Multistrategy, Low Volatility… Per lo più Obbligazionari, quindi non si rischia, le hanno detto, ma in più danno anche la cedola. Rendono il 3 e perfino il 4%, “e tutti i mesi mi arrivano i soldi sul conto corrente…”.

Rinuncio a spiegarle che nel nuovo mondo dei tassi negativi (nuovo perché prima erano semplicemente i tassi a zero), per darle il 3% il fondo investe nelle obbligazioni subordinate che lei ha appena venduto. Mi guarderebbe con la solita espressione paziente, che ma insomma sono un po’ esagerato e a lei hanno dato quel prodotto perché la trattano in modo speciale che è cliente da 40 anni…

 

Nel frattempo Bottavio ha scoperto che i Bot rendono il “meno qualcosa”. Lui, ex impiegato delle Poste in pensione dall’età di 34 anni (con 15 anni 6 mesi e 1 giorno di contributi) che da allora, dal 1985, rinnova i Bot… lui è rimasto scioccato: non riesce a capacitarsi della sparizione del segno + dalla voce “rendimento”. Così per ottenere il 2% ha investito tutto nel Btp con scadenza 2046. Ho provato a spiegargli che fra un Bot e un Btp 2046 c’è la differenza come fra un petardo e una mina antiuomo: dopo che ci hai messo il piede, muoversi può risultare devastante. Ma si è assopito mentre parlavo. Immagino perché il direttore della sua banca è un suo amico e quindi si sente tranquillo.

 

Padre Graziano, il tesoriere dell’Opera Pia Immacolata Addolorata che gestisce il patrimonio dei lasciti delle vecchine, era tranquillissimo quando l’ho incontrato. La sua Private Banker – la mitica Bella Figheira – si è dimostrata come sempre di alto livello professionale e tacco 15, proponendogli il prodotto giusto per levare ogni preoccupazione: una polizza assicurativa con dentro fondi (della banca) che a loro volta investono in un mix diversificato di fondi che investono in una selezione diversificata di fondi di fondi dei migliori gestori internazionali, che ovviamente per rendere il 3% e non essere licenziati comprano i bond subordinati della signora Pina (come quelli della banca portoghese appena implosa), oltre alle azioni tecnologiche di moda.

Il tutto gli costa il 7% annuo (cioè il 21% in tre anni, il 35 in 5, il 70 in 10…), ma rende il 3% ed è una cosa sicura. E poi gli hanno fatto un po’di sconto sulle commissioni di ingresso (la Bella Figheira ha dovuto rinunciare a una parte del bonus di fine anno, niente Tiffany, ma sono tempi duri per tutti).

Che alla fine è un problema di percezione; come quando il mago taglia in due la donna nello scatolone. Se vuoi vederla dimezzata, lo sarà. Se vuoi le cedole sul conto, le avrai.

 

Così, dicevo, mi sono alzato per fare quella foto. E a forza di indietreggiare, già che c’ero me ne sono andato, lasciando i F.lli Boscoli a scrutare i mercati per preparare il loro report “Quando sale/scende si vede” (che trovate più sotto, questa volta in una forma un po’ diversa dal solito).

A volte bisogna distaccarsi.

Il non dare troppa importanza alle cose è anche un modo per evolversi. Solo se riesci a staccarti da certe cose, ad abbandonarle (compresi i pensieri, le sensazioni, le abitudini, le persone), cose che se viste da vicino ti sembrano così importanti… solo allora puoi andare oltre. Puoi elevarti. Se rimani troppo immerso rischi di farti schiacciare. O, come minimo, ti scarichi.

 

Me ne sono andato a prendere un tè da Azzurrina, la mitica vecchina dai capelli azzurrini. Stare con lei è un toccasana, perché lei ha fiducia. E questo è il bene più prezioso.

Specialmente quando uno si sente un po’ scarico, un po’ confuso, non c’è niente di meglio che stare con chi ti sostiene. Magari solo con il silenzio.

Quando uno ha fiducia in te non fartelo scappare e abbine cura. Quando trovi uno di cui aver fiducia non fartelo scappare e abbine cura. La fiducia si deve meritare, ma deve anche essere meritata. E’ una relazione a doppio senso basata sul rispetto. E non è per niente scontata. Essere credibili è un valore fondamentale oggi più che mai.

Azzurrina ha pazienza e buon senso, vede le cose senza farsi coinvolgere troppo. Non usa tutte le tecnologie irrinunciabili e imperdibili di oggi, ma non ne ha bisogno, perché sa cogliere l’essenza con uno sguardo o nel tono della voce. Altro che intelligenza artificiale.

E ha ancora voglia di fermarsi a leggere e riflettere. Proprio come qui a Bassa Finanza, una cosa nata quasi per gioco e che invece cresce sempre, piano piano.

In questo eterogeneo gruppo di lettori sparsi in tutta Italia (e oltre) che nonostante i ritmi assurdi, che nessuno ha più tempo, nonostante le valanghe di news e di blabla finanziari,  cali, bolle e crolli, hanno ancora voglia dopo tutti questi anni di fermarsi ogni tanto, fare un passo indietro, distaccarsi e riflettere. Approfondire e vedere le cose in un modo diverso.

Complimenti a tutti voi.

 

A presto.

 

Giuseppe Cloza

 

 

 

p.s.

Se qualcuno si sta chiedendo come mai nella foto di sopra non appaia Dolores, il motivo è semplice: quella non è la sede di Bassa Finanza. Chilavrebbemaidetto.

E ora vi lascio al report dei F.lli Boscoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUARK

 

Fenomeni naturali prossimi venturi: il futuro che si vede.

 

Di Livio e Ugo Boscoli

 

 

 

 

 

 

 

In questa puntata vi mostreremo un fenomeno naturale il cui ciclo è iniziato da poco, ma che presumibilmente avrà un notevole sviluppo nel prossimo futuro.

Dopo i crolli delle Borse del 2008/2009 e i successivi interventi delle Banche centrali per tenere a galla il sistema (interventi che continuano tutt’ora) è stato coniato il termine New Normal (la nuova normalità) riferendosi a un periodo di tassi bassi, mercati turbolenti e incertezze per i risparmiatori. Oggi, con i tassi sotto zero siamo entrati in una nuova fase:

 

 

 

 

IL GNU NORMAL

 

 

 

 

 

Fino a non molto tempo fa i risparmiatori avevano una vita facile e placida. I rendimenti erano abbondanti e facili da trovare, e senza doversi esporre a rischi inutili si potevano ruminare obbligazioni tranquille con risultati soddisfacenti…   

 

 

 

Ma poi i cambiamenti climatici causati dalle Banche Centrali inaridirono progressivamente i pascoli…

 

 

 

 

 

Così i risparmiatori, un po’ smarriti, cominciarono a muoversi in massa alla ricerca dei rendimenti cui si erano abituati dopo anni di placido pascolo free risk, senza rischi…

 

 

 

L’industria del risparmio si attivò subito, effettuando ricognizioni mirate per rilevare le nuove esigenze dei risparmiatori…

 

 

 

Naturalmente anche le banche osservarono con attenzione lo svilupparsi di un nuovo target di clientela da aggredire, il Gnu Target: i risparmiatori che vagano in cerca del 4% ma senza rischi…

 

 

 

Bancari e consulenti cominciarono a farsi avanti per guidare i risparmiatori in questa difficile transizione…

 

 

 

Non di rado con tecniche di marketing un po’ aggressivo pur di acchiappare il cliente…

 

 

 

Il tutto però sempre sotto l’attento e vigile controllo delle Autorità di Vigilanza, cui per fortuna non sfugge niente quando si tratta di tutela preventiva dei risparmiatori…

 

 

E alla fine, cerca che ti cerca, si arriva alla fine della corsa: i tassi a zero, anzi negativi, calati a picco...

 

 

 

 

… e se si vuole guadagn... sopravvivere si è costretti a buttarsi. Prima verso i titoli di stato meno sicuri…

 

 

 

 

Poi lanciandosi verso obbligazioni high yield (alto rendimento, che però un tempo si chiamavano junk bond, bond spazzatura)…

 

 

 

Poi le subordinate, di ogni genere e specie, preferibilmente di banche traballanti…

 

 

 

 

E i bond dei mercati emergenti, magari in esotiche valute locali, e poi le azioni…

 

 

 

Tutti assieme negli stessi luoghi, alla ricerca della stessa cosa: la cedola perduta…

 

 

 

 

Dove si prende qualche rischio in più che si annida magari in quel prodottino, dal quale poi non è così facile scappare…

 

 

 

Rischi che appaiono senza preavviso. Per questo nel Gnu Normal bisogna essere flessibili, pronti a modificare gli obiettivi, la propensione al rischio e cambiare rapidamente direzione…

 

 

 

E pronti a subire qualche perdita…

 

 

 

 

 

 

 

 

FINE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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