RIFLESSIONI

“La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare”

Eden Ahbez – Nature boy

Ci sono questi meccanismi della mente che, come un cavallo imbizzarrito, ci sbalzano via. Ad esempio l’attrazione irresistibile verso il negativo. La mente lo trova stimolante e ci si lancia al galoppo, incuriosita, cercando sempre nuovi stimoli negativi; che siano news, tragedie, lamentele, critiche o pettegolezzi con invidie e gelosie... Tutto il resto è noia. E gli algoritmi delle intelligenze artificiali in cui siamo immersi (da Google in giù) rafforzano il tutto, perché ti propongono esattamente quello che cerchi. Loro sanno cosa ti piace: gliel’hai detto tu. Così, bombardati costantemente di stimoli e notizie negative ci convinciamo che il mondo è un posto terribile. Che tutto sta peggiorando terribilmente: violenze, cataclismi, incertezze…

La mente ha questi meccanismi di pregiudizio (bias) per cui, ad esempio, le cose più recenti che trova intorno a sé tende a proiettarle nel futuro come fossero parte di una tendenza irreversibile. E’ per questo che quando uno ha il mal di testa crede che non gli passerà mai e non riesce a figurarsi un mondo senza mal di testa; è per questo che quando i mercati scendono di brutto per un paio di giorni ci si convince che sarà un’apocalisse senza fine. [if !supportLineBreakNewLine] [endif]In realtà questi meccanismi mentali avevano un senso ben preciso nell’ottica dell’evoluzione e sopravvivenza della specie. L’uomo primitivo aveva bisogno di farsi un’idea immediata delle cose che trovava intorno a sé quando usciva dalla caverna; cercare il negativo significava individuare subito il pericolo e poter sopravvivere. Come l’attrazione per il sapore dolce (a differenza del sapore amaro e astringente, la cui repulsione deriva dal fatto che apparteneva in genere a piante velenose), un’attrazione importante dato che gli zuccheri erano una preziosissima fonte di energia immediata. Energia che poteva fare la differenza fra la vita e la morte.

Purtroppo oggi, con i meccanismi distorti in cui siamo immersi, l’attrazione per gli zuccheri porta obesità e diabete, quella per il negativo – amplificata dagli algoritmi – porta stress e incubi.

Ed è per questo che, con i media che sparano a raffica notizie di crimini e violenze e tragedie, ci si convince di essere contornati di tagliagole e serial killer, che oggi se esco di casa potrei essere rapinato, subire un attentato terroristico, essere folgorato da un fulmine, schiacciato dalla grandine gigante, attaccato da una medusa assassina…

Se immaginiamo l’impatto di tutto ciò sulle menti dei bimbi viene da rabbrividire. Bombardati dal negativo e dalle incertezze (e dagli zuccheri). Con gli adulti che sono pelopiù spaesati o rincoglioniti.

Gli adulti sono spaesati perché oggi siamo assenti. In un’ora di vita passiamo in media 55 minuti altrove: non siamo presenti. Presi dai pensieri, dal monologo interiore che ti distrae anche mentre parli con qualcuno, che infatti non lo ascolti; siamo presi dalle preoccupazioni per la grandine gigante e le incertezze per il futuro; dalle preoccupazioni delle aspettative, di ciò che penseranno gli altri e se saremo all’altezza e se ce la faremo; siamo schiacciati e invasi da inutili sensi di colpa; siamo assorbiti dalla frenesia delle cose inutili che si accavallano nei computer e negli smartphone con le notifiche che pigolano, irresistibili; impieghiamo le energie per cercare di gestire tutto questo: rispondere, non rispondere, paura di essere tagliati fuori, pensare a cosa dire, trattenersi dal mandare a quel paese, risolvere le beghe causate da altri che erano distratti e superficiali perché assenti a loro volta. Queste continue interferenze causano la nostra assenza da questa realtà. Siamo sempre assorti altrove, e poi esausti. Mentre i bambini ci guardano e implorano aiuto e punti fermi. Silenziosamente implorano di essere protetti. Ma noi non ci siamo. Noi viaggiamo nel tempo. Siamo quasi sempre proiettati nel futuro dalle preoccupazioni e le incertezze e gli obiettivi, o navighiamo nel passato dei pensieri inutili “e se avessi detto o fatto… e lui mi ha detto… mi ha fatto”.

Per questo man mano che si va avanti sembra che il tempo sia trascorso velocissimo. Ma non è così: semplicemente non eravamo presenti. E cosa abbiamo fatto in questa vita? Siamo transitati, impegnatissimi in faccende varie. Siamo come quelli nei video di Paperissima, quelli che camminano per strada spippolando sul telefono e poi finiscono dentro il tombino, che ovviamente non hanno visto. Tutto questo disturba la creatività. Non c’è tempo, non c’è spazio per creare e concepire e costruire, cose belle e solide e durature. Come i monumenti del passato, che sono indistruttibili anche se gli ingegneri artisti non avevano tutte le figate tecnologiche di oggi. Se non siamo presenti non è possibile vivere i sentimenti. Come si fa ad amare ed essere amati?

Una delle ultime poesie di Raymond Carver, intitolata proprio “Ultimo frammento”:

E hai ottenuto quello che

volevi da questa vita, nonostante tutto?

Si

E che cos’è che volevi?

Potermi dire amato.

Sentirmi amato sulla terra.

E’ impossibile vivere con soddisfazione persi nelle interferenze, lontani anni luce dalla realtà, spaesati dai meccanismi della mente e degli algoritimi.

Il risultato sono i rimpianti e la fine dei sogni. Meglio svegliarsi e tornare presenti. Invece di stare a far finta, a ridacchiare nervosamente dietro le maschere.

Bottavio è preoccupato per lo spread: “E ora che si fa?”, mi chiede insistente.

La signora Pina è delusa dai bond, che fanno perdere. “E ora che si fa?”

Padre Graziano è logorato, che il portafoglio dell’Opera Pia Immacolata Addolorata, consigliato dalla Bella Figheira, un po’ sale, un po’ scende ma alla fine non va da nessuna parte. E ogni volta che c’è un -2% sui mercati e cupe notizie al tiggì, lui vende e compra come un forsennato; smonta tutto e poi riparte da capo all’inseguimento dei guadagni. Come quegli ipocondriaci che cambiano in continuazione medici e terapie perché in fondo cercano solo conferme alle loro convinzioni. E per questo sono sempre preoccupati, insoddisfatti e diffidenti.

Tutti invocano i F.lli Boscoli con le loro infallibili previsioni basate su senno di poi.

Ma sul loro sito ormai da tempo c’è solo questa massima:

“Le cose migliori arrivano a chi sa aspettare”.

Solo che la pazienza è diventata un concetto alieno in questo mondo di aspettative immediate. Come quando, se non rispondi entro 1 minuto alle email o i messaggi, vieni considerato poco efficiente. La gente è diventata anche permalosa.

E, tornando alle riflessioni di prima, non è certo possibile avere una vita soddisfacente se ci si turba costantemente per i portafogli, come non ci fosse un domani.

Intanto, qui a Bassa Finanza Dolores ha aggiornato i Portafogli Colorati , una creatura costruita e cresciuta piano piano in tanti anni.

Negli ultimi giorni sono scattati alcuni trailing stop: qualche scossone tecnologico, qualche turba in Cina e poi i soliti bond. Anche il fondo obbligazionario Russell Global Bond ci saluta. Il fatto che abbia reso il 10% in 6 anni e che da inizio anno sia a -2,4% la dice lunga sulle aspettative che si possono avere riguardo alle obbligazioni.

Nel frattempo però ci sono anche molte posizioni che vanno alla grande. Ad esempio, da inizio anno, la “noiosa” Philips, grazie al suo ramo healthcare ha fatto +26%; Ralph Lauren e le sue polo è a +33%, sempre da inizio anno; gli apparecchi acustici della Amplifon sono volati a +51%; Apple +28%, Microsoft +35%, Amazon +68% e Advanced Micro Device, decollata a razzo con un +224% da inizio anno.

E così, noi qui siamo tutto sommato soddisfatti. Per quel che vale. Tanto è tutto gratis.

Nell’attesa che la più grande bolla del credito/debito nella storia dell’umanità esploda. Già, perché le Banche centrali non hanno gonfiato solo il debito pubblico negli ultimi dieci anni. Dal 2016 ad esempio, la Bce interviene pesantemente anche sulle aziende, comprando i loro bond e distorcendo sempre più la realtà. Ciò che viene oggi percepito come un bond sicuro (che infatti non rende niente, con un rating “investment grade” fino a BBB-) è sicuro solo perché ci sono le stampelle della Bce che crea soldi per comprare le obbligazioni emesse da quell’azienda. Così le aziende usano i soldi che gli arrivano dagli acquirenti dei bond per ricomprare le proprie azioni e far salire il prezzo del titolo in Borsa. I cosiddetti buyback azionari in giro per il mondo sono ormai a livelli mai visti nella storia. Quando ci sarà un repricing, un ritorno alle leggi naturali, bisognerà rintanarsi in cantina. Ma per ora il gioco prosegue. E, anzi, può darsi che i mercati azionari prima di fare crash facciano bang, con i fuochi di artificio e l’euforia. Per questo continuiamo a stare investiti, sempre attenti agli stop loss.

Con tutte queste notizie positive, non è un caso che l’oro sia ormai una delle asset class più bistrattate e dimenticate. Si suppone che non serva più a niente.

Allora ne approfitto per comprare un titolo azionario di un’azienda che si occupa di miniere d’oro: la Royal Gold, che in pratica finanzia coloro che fanno esplorazioni e poi si fa pagare con le royalties sulle future estrazioni.

E’ un titolo che abbiamo già avuto due volte nei Portafogli: nel 2011 (usciti a +13% dopo un anno) e nel 2014 (usciti dopo 18 mesi con un +21%), come potete verificare nelle Posizioni Chiuse,d dove ricordo si trovano tutte le operazioni effettuate nei 9 anni di Bassa Finanza. Che la trasparenza non ci preoccupa.

Chissà, può darsi che sia uno di quei pochi titoli che sale mentre tutto il resto scende, in futuro.

Poi dobbiamo fare una sostituzione. Come forse avrete notato, l’investimento in Africa (nel Portafoglio Bianco, quello dedicato ai bambini e quindi al futuro) continua a non dare soddisfazioni. Di per sé la cosa non preoccuperebbe più di tanto: la sua logica è quella del lungo termine e dell’ingresso progressivo tramite piano di accumulo. Purtroppo, a peggiorare le cose, ci si mettono anche gli errori e le scelte – per me discutibili - dei gestori del fondo Templeton che certamente non brilla. Anzi, tanto si è offuscato che i disinvestimenti fioccano ormai da tempo e il patrimonio si è ridotto talmente che temo prima o poi lo chiuderanno o lo faranno confluire in un altro fondo meno specializzato (tipo un generico Emerging Markets), come spesso avviene quando il patrimonio di un fondo si riduce al lumicino. Ancora una volta cerchiamo quindi un’alternativa per rimanere in Africa. Ci trasferiamo sul fondo specializzato di JP Morgan e vediamo come va.

In ultimo uno spunto da Dolores. Come sapete, Dolores è una grande esperta di borse. E’ infatti da più di un anno che mi parla molto bene di quelle di Michael Kors. Si tratta di un interessante brand americano in grande espansione, fondato nel 1981 e caratterizzato da un lusso “accessibile” anche ai più giovani. Ho accarezzato varie volte l’idea di comprare le azioni, ma poi per motivi vari ho sempre lasciato perdere (purtroppo). Mentre io tentennavo, però, Mr. Kors – il fondatore 59enne, che pare già all’età di 5 anni disegnasse i vestiti per la madre modella – investiva i suoi capitali per espandersi nel mondo, ad esempio acquistando le scarpe di lusso di Jimmy Choo. Poi l’altro giorno, ecco l’accordo per comprare Versace, un altro pezzo della moda italiana, con quasi 2 miliardi di dollari. Come spesso avviene in questi casi, il titolo dell’acquirente viene penalizzato dal mercato, che paventa indebitamenti eccessivi. E, sulla notizia, puntualmente le azioni Michael Kors sono affondate quasi del 9%.

Ma l’azienda è solida e profittevole e, nonostante il titolo ultimamente abbia galoppato parecchio, grazie anche agli acquisti online di Dolores, io vorrei provare ad approfittare di questo inciampo. Naturalmente è un’operazione speculativa, per la quale, però, ho avuto il via libera dall’esperta di borse.

Riepilogando.

Per il Portafoglio Bianco:

  • Vendo

Templeton Africa Fund

  • Compro

JP Morgan Africa Equity D usd, codice Isin: LU0355585430

Per il Portafoglio Bolla Fucsia:

  • Compro

Royal Gold, trattata al Nasdaq, cod. Isin: US7802871084

Michael Kors, trattata al Nyse, cod. Isin: VGG607541015

Allora vi saluto. Spero che le mie riflessioni possano dare una mano.

Penso che bisognerebbe chiedere perdono ai bambini per tutti gli errori tremendi che abbiamo fatto e continuiamo a fare. Anche il bambino interiore in ognuno di noi soffre terribilmente, che non lo ascoltiamo mai.

Come dice Wayne Dyer:

“Ci sono persone che pur essendo adulte continuano a coltivare il bambino che è in loro. Sanno essere felici e responsabili allo stesso tempo, sono libere perché non temono ciò che pensano gli altri… I bambini hanno capacità magiche, come quella di sospendere tutti i problemi per mettersi a correre liberi e divertirsi. Sono in grado di permettersi di esser liberi, di farsi assorbire completamente dai loro giochi... Non hanno perso la capacità di vivere l’istante. Non hanno ancora imparato a posporre la propria gratificazione. Non hanno ancora imparato ad essere infelici e nevrotici. Per questo ridono tanto: sanno per istinto che più si ride e migliore è la vita.”

Sembra invece che gli adulti, ingabbiati nei meccanismi mentali, passino il loro tempo a cercare di smantellare tutto ciò. Che peccato.

Pare che il Dalai Lama, alla domanda su cosa lo sorprendesse di più nell’umanità abbia risposto:

“L’uomo. Perché sacrifica la sua salute per fare soldi. Poi sacrifica i soldi per recuperare la salute. E poi è così ansioso per il futuro che non si gode il presente. Il risultato è che non vive né nel presente né nel futuro. Vive come se non dovesse mai morire. E poi muore senza aver mai realmente vissuto.”

A presto.

Giuseppe Cloza

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