COME SIAMO ANDATI

3.2.2020

 

 

Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa può andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto.

Legge di Murphy

 

 

 

Gli investitori perdono molti più soldi preparandosi alle correzioni di mercato, o cercando di anticiparle, di quanti ne perdano poi nelle correzioni vere e proprie.

Peter Lynch

 

 

 

No, non so quale sarà l’impatto del Coronavirus sui mercati e sui portafogli. Lo dico subito, perché ho già ricevuto varie chiamate, l’ultima da Bottavio molto preoccupato che mi chiedeva farfugliando (credo indossasse almeno tre mascherine) se non fosse il caso di vendere ora e poi, dopo che è sceso, ricomprare subito prima che risalga.

“Perbacco, non ci avevo mica pensato!” gli ho detto, promettendo di fargli sapere a breve dove sarebbero andati i mercati.

Zio Lino (il trader fai-da-te, che trovate in BF n. 84)ha passato gli ultimi giorni guardando tutti i tiggì e tutti i dibattiti tv sul virus (praticamente h24). Poi è finito in ospedale con la fibrillazione.

Non voglio certo sminuire la portata del problema, ma spero non vi facciate travolgere dalle news e dalle bordate di negatività che i media sparano nella disperata ricerca di guadagnare audience. Spero tiriate su delle difese per proteggere la qualità della vita dagli assalti del pensiero negativo. Come diceva Max Planck (precursore della fisica quantistica, un secolo fa):

 

“Quando cambi il modo di guardare le cose, anche loro cambiano.”

 

 

Ad ogni modo, oggi volevo semplicemente fare un bilancio. Come sono andati i Portafogli Colorati nel 2019?

Come sempre, non potendo assegnare un peso percentuale specifico alle singole posizioni, qui facciamo una media del rendimento per ogni titolo in portafoglio.

Ecco qui i risultati dell’anno appena trascorso:

 

Portafoglio Giallo: 16 posizioni,  media +23,2%

 

Portafoglio Azzurrino: 7 posizioni, media  +32,1%

 

Portafoglio Bianco: 12 posizioni,  media +26,3%

 

Portafoglio Verdolino: 7 posizioni +22,8%

 

Portafoglio Bolla Fucsia: 14 posizioni, media  +29%

 

Portafoglio Rosso Big Babol: 8 posizioni,  media +25,7%

 

Totale: 64 posizioni, rendimento medio +26,3%

 

Posizioni in guadagno 62, in perdita 2. Rapporto win/loss: 96,8%

Media rendimento posizioni in gain: +26,7%

Media rendimento posizioni in loss: -14,6%

 

Lo so, il 2019 è stato un anno particolarmente positivo. Proprio all’opposto del 2018. Così ritengo utile andare a rivedere anche i risultati del 2018 (quando tutto, ma proprio tutto scendeva), illustrati in BF del 4/2/2019.

In quel frangente, i Portafogli Colorati hanno protetto il capitale di fronte alle grandi volatilità dei mercati e anche ai diffusi cali obbligazionari, chiudendo con una media complessiva di -0,87%.

 

Così, sommando i risultati degli ultimi 2 anni (uno difficile con -0,87% e uno “facile” con +26,3%), otteniamo complessivamente un risultato medio annuo  nel periodo 2018-2019 di +12,7%.

 

Come dicono i F.lli Boscoli: “Quando sale si vede”. Semplice, no?

 

A tutto ciò dobbiamo aggiungere il Portafoglio Grigio, che non rientra nei calcoli di sopra, avendo meno di un anno, ma che comunque, con i suoi 6 mesi di vita ha avuto per le 15 posizioni un rendimento medio di +6,98%.

 

 

E ora che si fa?

Sento già le voci…

Niente. Lasciamo lavorare gli stop loss e i trailing stop, che sono stati appena aggiornati, assieme ai Portafogli.

 

 

A proposito. E’ da un po’ che qui si dibatte su una possibile modifica alla politica degli stop loss e trailing stop. Già da tempo applichiamo bande di oscillazione “personalizzate” in base alla tipologia dei titoli e dei Portafogli. Ad esempio, il Portafoglio Grigio ha generalmente degli stop più stretti rispetto al Rosso Big Babol, avendo una natura più conservativa.

Ci sono però dei titoli che sono in portafoglio ormai da anni e sono saliti talmente tanto in tutte le condizioni di mercato, che hanno dimostrato di non meritare di essere venduti solo per un calo momentaneo. Sono azioni di aziende con business talmente efficienti che a uno gli verrebbe la tentazione di non venderle mai e anzi, nel caso di rovesci di mercato, approfittarne per acquistarne ancora.

Così, per iniziare, abbiamo deciso di rimuovere gli stop da Hershey e Microsoft, che hanno performance superiori al +500%.

Non è che non si guarderà più l’andamento del titolo, ma ciò che si rimuove è l’automatismo della vendita.

 

Tornando ai mercati, prima di arrovellarsi sui possibili effetti del Coronavirus, sarebbe forse bene ricordare che Borse e bond sono saliti incessantemente negli ultimi mesi. Che magari stanno cercando di fare una pausa…

 

Per concludere, vi lascio con questa frase di un vero guru del passato, Benjamin Graham:

 

“E’ assurdo pensare che la gente potrà mai fare soldi seguendo le previsioni di mercato”

 

 

Allora, a presto.

 

 

 

Giuseppe Cloza

 

 

 

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*

(da BF n. 84 del 23/5/2017)

"Zio Nino da Sorrento è un arzillo settantenne con il pallino dei mercati finanziari. Legge tutte le news dei siti gratis tipo Yahoo Finanza e La pioggia a Tutte l’Ore; non si perde un’intervista all’analista di turno con il suo consensus e il target price, controlla i grafici (che “se è sui massimi non si compra”) e poi spara bordate di acquisti in Borsa “per un guadagno veloce”, compravendendo a tutto spiano con un timing che sembra fatto apposta al contrario. Zio Nino è il tipico risparmiatore con il profilo di rischio variabile: è disposto a investire in Borsa senza problemi. A patto però che salga. Quando, dopo le accurate analisi, sceglie un titolo, il suo orizzonte temporale per l’investimento è giustamente di medio lungo periodo. Sempre che il titolo non scenda. Il quel caso la telefonata arriva in un paio di minuti: “Oggi ha fatto -2%, lei che ne pensa?”… Per poi allargarsi su temi macro, tipo la relazione fra il ciuffo di Trump e il prezzo del petrolio. Comunque, il finale è sempre lo stesso: “Secondo lei continuerà a scendere o risalirà? Meglio vendere ora e ricomprare fra un po’ (dopo che è sceso) o tenere duro perché risalirà subito?”

 

 

 

 

 


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