L'INGANNO






“In ogni secolo gli esseri umani hanno pensato di aver capito definitivamente l'Universo e, in ogni secolo, si è capito che avevano sbagliato. Da ciò segue che l'unica cosa certa che possiamo dire oggi sulle nostre attuali conoscenze è che sono sbagliate”.

Isaac Asimov





Crediamo sempre di sapere un sacco di cose. Siamo convinti di vedere, di conoscere, di poter controllare. Naturalmente è tutta una pia illusione.

A livello macro, in genere non abbiamo la più pallida idea di ciò che sta succedendo intorno a noi. Ci rendiamo forse conto che la terra su cui siamo sta girando su se stessa a 1.700 km orari? E i nostri occhi non vedono praticamente nulla di ciò che in realtà esiste. Gli scienziati spiegano che riusciamo a percepire solo circa un miliardesimo di tutto ciò che ci circonda. Ad esempio, non siamo in grado di “vedere” che la materia solida non è affatto solida: è costituita per il 99,99% da un grande vuoto, punteggiato qua e là di atomi. In pratica, anche un muro o un palazzo sono fatti per il 99,99% di energia immateriale. Chilavrebbemaidetto.

Anche a livello micro, nella vita di tutti i giorni, siamo spesso guidati da percezioni errate. Oggi le neuroscienze spiegano che le emozioni hanno un impatto talmente potente sulle dinamiche del nostro organismo, da riuscire a modificare perfino il funzionamento delle cellule.

Ad esempio, le emozioni creano una sorta di filtro per ciò che noi sperimentiamo come “realtà”.

È in base alle emozioni che il cervello decide quali informazioni sensoriali ammettere e quali scartare. E sono sempre le emozioni a innescare il processo neurologico che controlla i muscoli della pupilla, influenzando quindi la scelta delle immagini che sono poi ammesse a raggiungere la retina, diventando visibili.

In pratica è un inganno. O meglio, un auto inganno: vediamo solo ciò che vogliamo vedere. Ascoltiamo solo ciò che vogliamo ascoltare. O meglio: ciò che siamo predisposti a vedere o ascoltare. Ci auto inganniamo continuamente.

La spiacevole conseguenza di questa illusione in cui siamo immersi è quella di renderci ignoranti di molti meccanismi della vita. Oppure si diventa presuntuosi, pensando di sapere, controllare, convinti di essere nel giusto... Il che porta a molti errori, pensieri e azioni sbagliate, credenze distorte e limitanti, problemi nelle relazioni, molte sofferenze… Che in buona parte potrebbero essere evitate.

Perché se uno riesce a “purificare” lo stato d’animo interiore - e quindi la percezione - ha poi la possibilità non solo di vivere meglio, affrontando il quotidiano in modo diverso, ma anche di “creare” una realtà diversa.

Creare, sì. In fondo, tutto ciò che è stato creato, è stato prima immaginato. Ciò che abbiamo dentro (nel cuore, nell’animo, nella mente) può avere un enorme potere di manifestarsi in qualcosa di concreto nelle nostre vite. In genere utilizziamo questo potere in senso negativo, ad esempio con la lamentela. Il lamento è una pratica diffusissima, che ha il potere di rendere concreto nella vita ciò di cui ci si sta lamentando.

Ma non è questo un semplice discorso sul cosiddetto “pensiero positivo”, o la Legge dell’Attrazione. C’è di mezzo ben altro… Se il tema vi interessa, consiglio di leggere il mio ultimo libro: “Lifefulness - La pienezza della vita” (lo trovate in tutte le librerie, oltre che sulle piattaforme online). E oggi ne parlano anche qui


Ad ogni modo, le percezioni errate funzionano anche nel campo finanziario, che come sempre è collegato alla vita di tutti i giorni più di quanto in genere si pensi. Anche in questo caso, l’inganno, le illusioni e le presunzioni portano problemi e “sofferenze”.

Ad esempio, anche quando si investe siamo spesso vittime dei cosiddetti “bias cognitivi” (distorsioni cognitive), dove la mente crea una propria realtà soggettiva che non necessariamente corrisponde a quella effettiva. Uno di questi bias (si pronuncia baias) è quello dell’ancoraggio. Ci “ancoriamo” alla realtà del momento, proiettandola nel futuro e pensando quindi che le cose continueranno per sempre ad andare nello stesso modo. Il che, negli investimenti (ma anche nella vita in genere) può rivelarsi una fregatura colossale. Quando i mercati vanno bene si tende a pensare che continueranno a salire (optimism bias), diventando imprudenti. Viceversa, nelle fasi di ribasso, l’emozione della paura porta un pessimism bias che ti fa vedere tutto cupo anche per il futuro. Facendoti così perdere le occasioni di comprare a ottimi prezzi e di partecipare ai successivi rialzi. Perché i rialzi arrivano sempre (come i ribassi).

Come pare dicesse Eraclito, filosofo dell’antica Grecia:

“L’unica cosa costante è il cambiamento”.


Un altro tipo di “ancoraggio” dannoso è quando ci si fissa sul picco raggiunto dal valore del portafoglio (o di un titolo) in un certo momento, e da quel momento lo si considera come una vetta immodificabile.

Come se quel punto rappresentasse un valore cristallizzato, soldi guadagnati a titolo definitivo. Come se i mercati non continuassero a oscillare. Ecco perché la signora Pina, nei momenti di calo, si lamenta sempre: “Aaaah, ho perso il 3% rispetto al picco!”… Quando in realtà, in termini assoluti, sta guadagnando bene. Ma lei non lo vede: si focalizza sull’oscillazione negativa e si sente sempre delusa.

Così investire soldi, investire i sudati risparmi può peggiorare la qualità della vita e alla fine far perdere soldi (e salute). È proprio di queste cose che parlo in Bassa Finanza (il libro uscito da poco, che trovate sia nelle librerie che nelle piattaforme online), cercando di fornire spiegazioni semplici e soluzioni concrete, mentre racconto le vicende di Bottavio, Azzurrina, Zio Nino da Trapani, Padre Graziano, La Bella Figheira e ovviamente gli immancabili F.lli Boscoli.


Come ho sempre detto qui sulla newslettera, la finanza e i mercati non sono in alcun modo scollegati dagli altri aspetti della vita. Così, mi ha colpito l’altro giorno leggere le parole di uno degli uomini più ricchi del mondo, Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, che dal 5 luglio prossimo cederà il comando della sua creatura. Nella sua ultima lettera agli azionisti, scrive:

“Se vuoi avere successo negli affari (nella vita, a dire il vero), devi creare più di quanto consumi. Il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di creare valore per tutti coloro con cui interagisci”.


Sono parole su cui vale la pena riflettere. A maggior ragione se pronunciate da colui che 25 anni fa ha creato dal nulla quella che ora è una delle più grandi aziende al mondo e che tutti conosciamo. Tanto per dare un’idea, Amazon è stata quotata in borsa il 15 maggio 1997, chiudendo le contrattazioni al prezzo di 1,96 dollari (prezzo che tiene conto degli split azionari intervenuti fino a oggi). Chi ci avesse investito fin dal primo giorno, senza mai vendere, oggi avrebbe moltipilicato per 1.700 volte il suo capitale, con un rendimento del 171.000%, cioè il 36,5% annuo composto. Se non è chiaro, significa che 10.000 dollari investiti nel 1997 valgono oggi 17 milioni (è la magia dell’interesse composto).

Ecco perché ci sono titoli nei Portafogli Colorati che non voglio più farmi portare via dai trailing stop o dagli stop loss nei momenti di calo dei mercati (e Amazon è uno di quelli).

Tornando alle parole di Bezos, trovo che “creare più di quanto consumi” e “creare valore per tutti coloro con cui interagisci” siano principi che andrebbero applicati non solo nel campo del business (il che è una rarità), ma in tutti i campi della vita. Sempre.

Creare valore per gli altri. E non solo consumare. Dare, non solo prendere. In pratica Bezos sta dicendo che una vita dedicata anche agli altri (i clienti, nel suo caso) sarà una vita ricca di soddisfazioni. E lui di successo e soddisfazioni se ne intende parecchio…


E ora che si fa?

Beh, a proposito di false percezioni da cui non farsi ingannare, anche negli investimenti cerchiamo di mantenere una coerenza e i piedi per terra. Oggi ad esempio è tutto un parlare di investimenti sostenibili, green, finanza buona per il futuro del pianeta, la carbon footprint ecc. Il che va benissimo: sono più di dieci anni che qui abbiamo creato il Portafoglio Verdolino (verde sì, ma con un compromesso sostenibile con la realtà). Salvo poi, dopo i bei discorsi sui risparmi energetici, andare al supermercato e comprare i limoni che vengono dal Sudafrica e l’uva dal Cile… La coerenza, appunto.

Comunque, mentre tutti i governanti si riempiono la bocca con i discorsi sulla transizione ecologica e l’economia circolare che ricicla e le energie alternative e bla bla… ecco che ad esempio, zitti zitti, i “verdissimi” tedeschi, dopo aver sbandierato un piano per eliminare le centrali di carbone entro pochi anni, ne hanno appena… inaugurata una nuova

Chilavrebbemaidetto.

Perché, mentre si sbandiera il passaggio all’energia pulita, la realtà è che per sopperire alla diminuita produzione di energia nucleare (dato il piano di smantellamento delle centrali), la Germania si sta affidando oggi alle inquinantissime centrali a carbone (che oggi costituiscono il 30% dell’intera produzione di elettricità, il doppio della media europea). Non solo: dato che sta chiudendo tutte le miniere di carbone, per alimentare le centrali senza “sporcarsi” in casa lo importa dall’estero. Occhio non vede cuore non duole.

Intanto, a proposito di nucleare, pare che i bravi francesi, zitti zitti, abbiano in progetto di prolungare per altri 10 anni l’operatività di 32 reattori nucleari già piuttosto “arruginiti” e i cui standard di sicurezza sembra che siano tutt’altro che emozionanti.

Con buona pace della percezione “verde”.


E ora che si fa?


Non comprerò niente. Sono un po’ confuso: mi sembra che, andando in giro per i mercati, tutto sia molto ondeggiante e precario.

E poi, visto che si parlava di miliardari… magari prendo l’esempio da chi gestisce il patrimonio di Bill Gates e famiglia. Nel portafoglio da 170 miliardi di dollari, oltre a svariati tipi di assets ci sono 15 titoli azionari, di cui 10 sono presenti da oltre un decennio. Dieci azioni che sono lì ferme da 10 anni, semplicemente perché vanno benissimo. A Zio Nino da Trapani gli verrebbero le convulsioni con schiuma alla bocca, senza poter compravendere da mane a sera. E la Bella Figheira entrerebbe in crisi, senza potersi presentare ogni volta da Padre Graziano con il Nuovo Prodotto del giorno. Una cosa noiosissima, che infatti ha consentito al portafoglio di Bill Gates di avere negli ultimi 20 anni un rendimento costantemente superiore a quello dell’indice di Borsa S&P 500: 8,6% contro il 7,5% dell’indice della Borsa Usa. A chi non sembrasse un granché ricordo che, con la magia dell’interesse composto, con un tasso annuo dell’8,6% in soli 8 anni si raddoppia il capitale iniziale. Chilavrebbemaidetto.

Quindi, questa volta sto fermo. Non mi posso lamentare dei Portafogli Colorati. Certo, Bitcoin ed Ethereum hanno preso una bella randellata negli ultimi tempi. Ma questo secondo me non cambia i fondamentali per il futuro. E comunque, bisogna assolutamente ricordare che quelle sono posizioni dove uno deve essere pronto a oscillazioni violente. Altrimenti è meglio lasciar perdere.

Nel frattempo il mercato in genere continua a mandare segnali che confermano la madre di tutte le bolle. Ad esempio, parliamo di collocamenti azionari (Ipo, Initial public offering). Il numero di aziende che si collocano in Borsa può essere indice di effervescenza ed euforia. Non a caso il record di Ipo in un anno negli Usa era di 397, raggiunto nel 2000. Subito prima che le Borse crollassero dal 2001 in poi… Dico che il record era quello perché perlappunto nel 2020 è stato ampiamente superato. L’anno scorso, ci sono state ben 480 Ipo. Il fatto però è che solo nei primi sei mesi del 2021 siamo già arrivati a… 536. Come se tutti corressero per quotarsi in Borsa, che tanto si vede che sale e quindi ci saranno soldi facili. Mah.

Un altro dato interessante è quello della crescita delle dimensioni di certe aziende. Roba che solo pochi anni fa sarebbe sembrata fantascienza. Ma i soldi stampati dalle Banche Centrali fanno questo e altro. Esempio: se prendiamo Apple, Amazon, Facebook, Microsoft, Tesla e Nvidia e sommiamo la loro capitalizzazione di Borsa (cioè il valore odierno di tutte le loro azioni in circolazione) otteniamo una cifra che è praticamente uguale alla somma della capitalizzazione complessiva di tutte le aziende quotate nelle Borse di Germania, Inghilterra, Francia, Italia, Russia e Polonia, messe insieme. Non so che effetto vi faccia. A me qualche brivido viene…

Nel frattempo, continua il fenomeno del trading attraveso piattaforme social, dove ad esempio su Reddit ci si dà appuntamento per decidere quale titolo portare nella stratosfera, buttandoci soldi come fosse un videogame (le chiamano “meme stocks”). Dopo Gamestop, ora è toccato a AMC Entertainment, una catena di cinema in profonda crisi (solo negli ultimi 12 mesi ha perso 3 miliardi di dollari), che siccome è diventata virale perché qualcuno ha detto “facciamo salire le sue azioni!”, nell’ultimo mese ha fatto +350%, ovviamente senza la minima giustificazione.


Sono segnali abbastanza inquietanti. Ma tutto ciò non è niente a confronto di quel che è successo l’altro giorno. Stavo scrivendo proprio queste righe, con la musica in cuffia, quando ho visto che Dolores al tavolo accanto prendeva una telefonata. Non so perché ma, anche se non sentivo le parole, il suo atteggiamento mi pareva diverso da quello suo tipico nelle 7/800 telefonate quotidiane che le fanno invariabilmente fumare l’iPhone Swarovsky. Così, incuriosito, ho abbassato il volume della musica per ascoltare.

Era al telefono con Zio Nino da Trapani (detto Trapanino) che mi cercava per chiedermi la consueta lista di titoli vincenti con cui guadagnare subito. Solo che questa volta, invece di passarmelo, lei ci stava parlando fitto fitto. Nascosto dalle mie cuffie a volume zero, ascoltavo il dibattito. Dolores gli stava chiedendo il segreto per avere un timing perfetto. La sentivo che si lamentava con foga:

“Si vedeva che il Bitcoin sarebbe sceso. Me lo sentivo. Avrei dovuto vendere e ci avrei guadagnato. Era chiaro che dopo sarebbe andato giù. Era facile e infatti avevo ragione…”

E a queste ultime parole sorrideva con lo sguardo ispirato, come di chi ha avuto una visione mistica.

Mi è preso un colpo: Dolores vuole fare il trading sul Bitcoin (!), vendendo dopo che è salito e ricomprando solo dopo che ha finito di scendere. Perché è facile…

Ho interrotto tutto quello che stavo facendo, le ho promesso di chiedere ai F.lli Boscoli se hanno un posto disponibile per il loro prossimo corso di formazione al trading facile. E l’ho mandata subito in ferie. Sperando che gli passi.


Così, io oggi non compro nulla, questo è poco ma sicuro…

A proposito di inganni: uno dei meccanismi ingannevoli della mente visto prima è proprio quello di proiettare nel futuro la situazione presente.

Ci si abitua. E magari si pensa che siccome i mercati se ne stanno tranquilli da un sacco di tempo, allora continueranno a farlo. Sembra facile…

Ma, come diceva un signore (Yogi Berra) pervaso di saggezza:


È pericoloso fare previsioni, specialmente se riguardano il futuro.”


A presto.



Giuseppe Cloza










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