“MY COVID”

“La medicina ha fatto così tanti progressi

che ormai più nessuno è sano”

Aldous Huxley







L’altra volta non ve l’avevo detto, ma durante i miei 13 giorni in ospedale nel reparto Covid ho…

scritto un libro. Ebbene sì, mi è venuto così… spontaneo. Praticamente ho passato 13 giorni al computer, sul letto, con flebo varie e mascherina d’ossigeno. Una volta a casa, in isolamento, dopo qualche revisione, l’ho mandato all’Editore (Giunti), che ha deciso di pubblicarlo subito. Si intitola “My Covid”, ed è appena uscito.




Racconta di questa mia esperienza e anche di molte altre esperienze della mia vita. L’ho scritto perché mi sembrava stessimo un po’ tutti piombando in un vortice cupo di preoccupazioni, incertezze, agitazione. Allora ho cercato di dare un’interpretazione diversa, offrire un punto di vista che possa alleggerire e aiutare. Per questo il sottotitolo è:

“Come ho imparato a sperare nel futuro e vivere meglio il presente.

Perché questa bestia chiamata Covid può essere – e per me lo è stata - un’occasione per fermarsi a riflettere. E magari ritrovare qualcosa che ti stavi perdendo.

Lo potete ordinare su Amazon, Ibs e tutte le varie piattaforme. Sia in e-book che in modalità cartacea “print on demand” (quest’ultima solo su Amazon, che lo stampa e te lo consegna). Qui i link.

Se vi piace lasciate una recensione. Così chi arriva dopo può farsi un’idea.

E già che ci siete, se vi è piaciuto anche “Bassa Finanza” (il libro) lasciate una recensione, così chi passa di là capisce che non è un grigio e noioso libro di economia…

Lo so, magari fa un po’ fatica, ma penso che la maggior parte di noi prima di ordinare qualcosa online si faccia un’idea tramite le recensioni.

Quindi, non siate timidi o pigri: recensite.


Se poi volete qualche informazione in più, proprio oggi c’è stata una presentazione online di “My Covid” con il sottoscritto, che può essere vista su Facebook o su YouTube


Tornando all’atmosfera cupa e all’umore tetro che imperversa in giro.

In effetti l’aria mi sembra parecchio tesa. La signora Pina ad esempio non esce più di casa: guarda tutti i dibattiti tv e geme preoccupata dietro la mascherina (che non leva mai). In compenso la figlia Selvaggia ha l’umore di un pitbull pronto ad azzannarti se solo sbagli una parola.

Per fortuna nelle Alte Sfere, dopo averci bombardati per mesi con messaggi confusi – a cura di tuttologi, virologi e blaterologi - che più o meno moriremo tutti (di virus o di fame), hanno finalmente trovato la soluzione geniale per rasserenare gli animi: il Cashback e la Lotteria degli Scontrini. Una sorta di Panem et Circenses digitale.

Evidentemente, scaricare la famosa app “Io” per inserirci tutti i tuoi dati finanziari sensibili, che così più spendi e più ti rimborsano, dev’essere una cosa irresistibile. In 7 giorni ci sono stati quasi 10 milioni di download: più o meno quanto quelli della app Immuni in 7 mesi. Che a quanto pare quando c’è odore di soldi, della privacy non ci si preoccupa.

Bottavio si è talmente eccitato che è quasi finito sul lastrico. Sono giorni che non fa altro che comprare e spendere, esaurendo il plafond di bancomat e carta di credito, nella speranza di avere i rimborsi e vincere la Lotteria degli Scontrini; che immagino sostituirà quella di Capodanno.

Così, pare che grazie al Cashback, con un sacco di gente che spende, risolleveremo anche le sorti dell’economia.

Anche Padre Graziano ha cercato di iscriversi su IO, solo che è finito su un diabolico sito gemello “IO Cashback Itaglia” gestito da Hackerinik, il fantomatico hacker nordcoreano di 13 anni, che si sfrega le mani mentre raccoglie iban e numeri di carte e bancomat di migliaia di utenti distratti…


Nel frattempo, nello staff di Bassa finanza stanno tutti bene. E di questi tempi non è poco.

Dolores si sta dedicando alle letture e alla cura del look interiore. L’unica preoccupazione di questi giorni è Fuffo, il suo candido maltese fashion (in crisi di identità canina, convinto di essere un peluche col corredo di vestitini). Pare che all’esclusiva toeletta dove lo porta ogni tre giorni, il chihuahua che stava accanto a lui durante lo shampoo avesse il mal di gola. Così Dolores ha subito portato Fuffo a fare il tampone. Ed è un po’ in apprensione in attesa del risultato.


Intanto Piero, artefice e responsabile del sito web (dove ora in home page trovate anche il tasto “Portafogli”), grande appassionato di running, appena può se ne va a fare una corsetta di qualche decina di chilometri in mezzo ai boschi. Non ho mai capito come faccia, io che dopo 200 metri già ansimo…

Comunque, penso che potrei migliorare grazie all’allenamento nella ruota del criceto.



Perché se uno non impara a difendersi, a fermarsi, la vita rischia di diventare tutta una corsa in una gigantesca ruota del criceto. Che alla fine ti chiedi dove sei andato, e cosa c’era di così importante da inseguire…



Dopo i discorsi…

E ora che si fa?


Beh, personalmente sto cercando di proteggermi dalla grandinata di previsioni e oroscopi dei mercati iniziata in questi giorni. Chiacchiere per la maggior parte inutili, che fra pochi giorni saranno sepolte e dimenticate, ma che ora si riproducono alla velocità dei criceti. E ti fanno perdere tempo come fossi sulla ruota. Appunto.

C’è però chi proprio non resiste. Ad esempio Zio Nino da Trapani (detto Trapanino) in questo periodo è tutto un fremito: passa le giornate a leggere tutte le previsioni dei guru. Poi cerca di discuterne con me, ma rimane deluso perché mi sto un po’ negando, svicolando dai suoi assalti a percussione.

Per tranquillizzarlo gli ho inviato l’ultimo report dei F.lli Boscoli (con lo strategist Toshiro Sonamazza): “Quando sale si vede: previsioni per il 2020”.

Un corposo lavoro pubblicato pochi giorni fa, dove spiegano in modo inconfutabile che, dopo il grande crollo dei mercati a marzo, si vedeva chiaramente che ci sarebbe stato un super recupero. I grafici ora parlano chiaro. Il senno di poi non mente mai. E ci consente di essere più audaci quando si vede che si guadagnerà, e diventare prudenti vendendo quando è chiaro che il mercato sta per scendere. In fondo è semplice.


Detto questo vorrei guardare oltre. Comprando qualcosa, magari con un occhio al dopo pandemia.

Ad esempio, Facebook in questo periodo è un po’ in sofferenza perché gli introiti pubblicitari sono calati. Ovvio: le aziende hanno investito meno in pubblicità. Credo però che sarà una difficoltà passeggera e che, anzi, il colosso dei social tornerà a breve a fare più utili che mai. Anche perché, ricordiamo, non ha ancora iniziato a monetizzare l’immenso patrimonio costituito dal miliardo e mezzo di utenti Whatsapp. Per non dire di Instagram. Allora, mi pare un buon momento per inserire il titolo in portafoglio. Uno di quei titoli per cui non mi voglio preoccupare delle oscillazioni momentanee. Niente stop loss, quindi.


Oggi se parli di investire nel settore viaggi ti prendono per matto. Ma ci sono luoghi dove l’industria dei viaggi sta tornando più florida (e frenetica) che mai. In Cina, ad esempio. Mi riferisco in particolare ai viaggi domestici, dove per turismo e per business ci sono letteralmente miliardi di spostamenti. In quest’ottica può essere sensato investire nella principale piattaforma di prenotazioni online, Trip.com, una sorta di Booking.com o Expedia, che detiene il 50% del mercato cinese. Un mercato che è ancora molto indietro rispetto agli Usa e che quindi dovrebbe avere notevoli margini di crescita.


Poi vorrei comprare Cisco System, un’azienda artefice dell’infrastruttura per la trasmissione dati. Pensiamo ad esempio ai router, senza i quali non ci si connette a internet. Il traffico dei dati sulla rete sta avendo una crescita esponenziale e Cisco sta sviluppando soluzioni con nuove tecnologie per renderlo non solo più veloce ma, principalmente, molto più efficiente dal punto di vista dei consumi energetici. Noi magari non ci pensiamo, ma inviare foto e video o conservarle sui server ha un enorme costo in termini di dispendio energetico. E Cisco sta lavorando per migliorare questo fattore. Mi pare interessante. Anche se, come dice Zio Nino a cui piacciono solo le figate: “Cisco è un titolo griggio! Minghia, è pure noiòso”.

Magari lo metto nel Portafoglio Grigio…


Venendo a un tema di grande attualità (ma comunque un evergreen), vorrei comprare azioni dell’azienda regina delle attrezzature per i laboratori di analisi e diagnostica: dalle apparecchiature varie, ai software, fino ai reagenti chimici per i test di analisi. Si chiama Thermo Fisher Scientific. Un colosso mondiale da 75.000 dipendenti e 185 miliardi di capitalizzazione di Borsa, che fa un lavoro “oscuro”, dietro le quinte, ma di fondamentale importanza.


In ultimo un fondo azionario. Si chiama “Disruptive Opportunities” e come dice il nome, investe nelle aziende che producono tecnologie che cambiano il nostro modo di vivere. Tecnologie innovative che creano un nuovo paradigma, smontando lo status quo precedente. Parliamo di cloud, big data, smart working, cyber security, tecnologie medicali (medtech), energie rinnovabili e conservazione dell’energia (energy storage), intrattenimento e acquisti online…

Un fondo specializzato su tematiche futuribili e interessanti. Che ovviamente sarà anche, in certi momenti, piuttosto volatile.


Riepilogando.


Per il Portafoglio Fucsia compro: Facebook, sul Nasdaq, cod. isin: US30303M1027


Per il Portafoglio Rosso compro: Trip Com Group, sul Nasdaq, cod. isin: US89677Q1076


Per il Portafoglio Grigio compro: Cisco System, sul Nasdaq, cod. isin: US17275R1023


Per il Portafoglio Azzurrino compro: Thermo Fisher Scientific, sul Nyse, cod. isin: US8835561023


Per il Portafoglio Bianco compro il fondo CPR Invest Global Disruptive Opportunities, cod. isin: LU1530899142


Lo so, a guardarla così sembrano tutti titoli americani. Ma in realtà sono tutte aziende globali (e un a cinese).

Prima di lasciarci, una nota di servizio. L’altro giorno la Compagnie Financier Richemont, presente nel Portafoglio Giallo, ha assegnato gratuitamente agli azionisti 2 warrant per ogni azione posseduta. Questi danno il diritto (esercitabile entro ottobre 2023) al possessore di acquistare 1 azione Richemont ogni 67 warrant posseduti, al prezzo di 67 franchi svizzeri per azione. In alternativa i warrant possono essere venduti sul mercato.

Oggi l’azione Richemont vale circa 80 franchi e il warrant 20 centesimi. Per fare un esempio, se uno ne possedesse 67, potrebbe scegliere se esercitarli comprando 1 azione al prezzo di 67 franchi (e guadagnando circa 13 franchi dal differenziale fra il prezzo pagato e il prezzo attuale dell’azione), o venderli incassando circa 13 franchi (20 centesimi per 67 warrant). Quindi, che fare?

Per quanto mi riguarda aspetto: ci sono quasi tre anni per scegliere. Nel frattempo mi auguro che le azioni Richemont continuino a salire, così magari un giorno, esercitando i warrant, ne potrò comprare qualcuna a prezzo di saldo.


Allora a presto. Saluti e auguri da tutti noi.



Giuseppe Cloza









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