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Il Portafoglio dei MiracolCoin (un aggiornamento)

17.1.2018

 

 

Nell’investire non è mai sbagliato cambiare idea.

Lo sbaglio è cambiare idea e poi non fare niente.

Seth Klarman

 

 

 

 

 

Spero siate pronti. Ne vedremo delle belle, penso. Perché la faccenda sta diventando globale.

L’importante ora è non guardarsi troppo intorno, per non spaventarsi…

 

 

 

L’altro giorno il Fondo Sovrano della Norvegia (l’organismo pubblico che gestisce quasi mille miliardi di euro, derivanti dai proventi del petrolio accumulati negli anni) ha dichiarato che nel suo portafoglio il peso delle azioni passerà dall’attuale 60 al 75%. Yes: 75%. Tutto questo, ci dicono, per cercare di ottenere nei prossimi 10 anni un rendimento medio annuo del 2,5%.

Yes: 2,5%.

Sarebbe davvero carino mandare la signora Pina a Oslo a farsi spiegare dai mega gestori che ormai per spuntare il 2,5% ci vuole il 75% di azionario in portafoglio. Imbarcando quindi una notevole volatilità implicita (anche se non si vede finché non... emerge).

Il più grande Fondo Pensione Usa, quello degli impiegati pubblici della California (Calpers) ha appena deliberato che, nel suo patrimonio di 350 miliardi di dollari, la quota azionaria verrà incrementata fino al 50%. Altrimenti, con gli attuali rendimenti obbligazionari, non c’è speranza di guadagnare abbastanza per pagare le pensioni.

Immagino che fra un po’ inizieranno a riempirsi di Bittercoin e cripto-qualcosa. E quando avremo i fondi pensione in giro per il mondo pieni di azioni e criptovalute, saremo a posto. Con una bella blood-chain.

D’altronde continuano le performance miracolose di chi anche solo menziona il miracolo dei Coin, il MiracleCoin. L’ultima è la Kodak.

Molti di noi ricordano i rotolini di pellicola che si portavano a sviluppare e poi si dovevano attendere giorni per vedere le foto (motivo per cui si facevano meno foto, ma te ne rimanevano molte di più in mano). Una volta scomparsi i rotolini, è scomparsa anche la Kodak. Nel senso che nel gennaio 2012 ha dichiarato bancarotta. L’azienda però riesce a risanarsi e a fine 2013 torna in Borsa. Le azioni Kodak passano però dai 26 dollari di allora ai 3 di dicembre scorso: -90% in 3 anni, e pronti a rifallire. Senonché, colpo di genio: subito dopo la Befana la Kodak annuncia di essere entrata nel fantastico mondo della Blockchain e che a brevissimo lancerà una sua cripto monetina bla-blachain: nientepopodimeno che il KodakCoin. Lo so, lo so, qualcuno non ci crede: controllate per favore.

Comunque, apriti cielo: basta la parola – come diceva la pubblicità del lassativo alla prugna – e in un battibaleno gli investitori eccitati fanno schizzare le azioni Kodak del +300% in pochi giorni (salvo poi rimanere ustionati quando la criptobubble fa -20% in una mezza giornata).

Comunque, con tutto questo furore sacro in circolazione, forse ci vorrà un po’ di tempo prima che l’eccitazione, sia in Borsa che sulle Cripto, si raffreddi sfracellandosi contro l’iceberg che paziente aspetta lì davanti. Per dare un’idea, nel 2017 una delle aziende più profittevoli del pianeta è stata la Banca Centrale Svizzera: invece di fare gli gnomi un po’ grigi e prudenti, visti i rendimenti negativi dei bond, si sono scatenati investendo le riserve del paese anche in azioni Apple, Facebook, eccetera. Risultato per il 2017: circa 50 miliardi di utili. Niente male.

Così, mi dico che forse vale la pena di provarci e approfittare di tutta questa bolla stupefacente che si sta ingigantendo. Con un po’ di apprensione mi dico di spingere un po’ di più, che magari tutto sale ancora, anche se con qualche scossone; e poi lasciar decidere agli stop loss il momento di fuggire.

A proposito. In questi giorni è scattato il trailing stop sul fondo Nordea Us Total Return Bond (obbligazioni in usd). Si esce con un +20% in quasi quattro anni. Anche la Digital Realty Trust (l’affitto di spazi per i server) ha preso a scendere da un po’, forse a causa della concorrenza spietata di Amazon Web Service. A forza di scendere ha incontrato il livello di stop, in questo caso posizionato sulla parità rispetto al prezzo di acquisto.

A questo punto voglio incrementare il Portafoglio Big Babol: compro azioni Facebook. Chilavrebbemaidetto.

In realtà è un’idea della Bella Figheira, la private banker glitter-filler con le labbra tubolari e il tacco 15, che fra una consegna e l’altra di report patinati con le tortine colorate resta incollata a Facebook e posta i selfie delle vacanze premio su Instagram. Praticamente se gli levi il social c’è il baratro. Mi sembra un trend piuttosto diffuso. Vale la pena di provare.

Se parliamo di trend, ce n’è un altro che mi sembra bello tonico. Le statistiche dicono che in Usa la spesa per gli animali da compagnia (pet) è triplicata negli ultimi 20 anni, e non c’è crisi che tenga.

Si fanno meno figli (o si fanno molto più tardi) ma nell’attesa si “adotta” un cane o un gatto. Che ovviamente, quando mangiavano gli avanzi e i topi (come succedeva un tempo) stavano benone; ma oggi che ci sono i croccantini “biologici”, mirati e segmentati per ogni fascia di età, razza, peso, muso, pelo, dentatura… oggi i piccoli amici si ammalano molto di più: hanno bisogno di vaccini a tutto spiano, gli si cariano i denti, ci vogliono un sacco di medicine, integratori, psicologi da cani, educatori felini, etc. Tutta roba che costa un botto. Matuguarda. Allora, mentre tutta la parte food & co. ce l’abbiamo già grazie ad Azzurrina, che ha comprato la Nestlé, che a sua volta possiede la Purina… io compro azioni della Zoetis, mega azienda da 36 miliardi di dollari e 9.000 impiegati, che si occupa di vaccini, farmaci e antiparassitari per Fido & friends. 

Poi, sempre in tema di bolle, per la prima volta voglio comprare un po’ di banche europee. No, non scherzo. Non solo sono rimaste indietro anni luce (come quotazioni di Borsa) rispetto alle cugine Usa; ma con tutti i soldi che Bce e governi e contribuenti ci hanno buttato, qualche speranza di recupero potrebbero averla. Al limite basterà che dichiarino di negoziare Bittercoin o implementare la Blockchain per decollare in Borsa. E il gioco è fatto. Altro che crisi e crediti incagliati.

Quindi, riepilogando:

 

per il Portafoglio Big Babol compro:

  • Facebook, trattata al Nasdaq, cod. isin: US30303M1027

per il Portafoglio Bolla Fucsia compro: 

  • Etf Lyxor Eurostoxx Banks, trattato su Borsa Italiana, cod. isin: FR0011645647

per il Portafoglio Giallo, compro:

  • Zoetis, trattata al Nyse, cod. isin: US98978V1035

 

A proposito, le posizioni del Portafoglio Big Babol sono state aggiornate, anche con i livelli di stop loss (che, ovviamente sono più ampi del normale). Le trovate qui.

Quelle degli altri Portafogli Colorati lo saranno a breve, anche con i dividendi degli ultimi mesi.

Allora, a presto.

 

Giuseppe Cloza

 

 

 

 

 

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