Tutti dobbiamo imparare, prima o poi

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia personale di cui non sai nulla.

Sii gentile, sempre.

Ian Maclaren

Sto combattendo una battaglia. La battaglia contro il tempo. Non c’è più tempo di fare nulla. Forse succede solo a me.

Bisogna strapparlo, strizzarlo e incasellarlo. Perché c’è da fare sempre di più. Così sembra.

Non c’è tempo di insegnare, tempo di ascoltare. Tempo per camminare guardandosi intorno; per stare soprappensiero, per stupirsi… Tempo da dedicare alle persone che ci stanno accanto e in silenzio sopportano pazienti, in attesa del tempo che meritano.

Dobbiamo liquidare tutto velocemente e andare oltre, passare alla prossima. Sembra di essere in una fabbrica. Quella di Tempi Moderni di Charlie Chaplin con la catena di montaggio. Dove la vita è uno sbrigare pratiche.

Ma forse non sono solo io.

Pare che anche in campo medico ci sia questa frenesia. E’ stato calcolato che un paziente quando entra in ospedale viene ascoltato per un tempo che in media non supera i 10 minuti. Poi si passa subito a esami, farmaci, interventi. Non c’è tempo.

Invece è dimostrato che in molti casi (escluse ovviamente le emergenze da codice rosso) l’ascolto e la raccolta di informazioni può scovare e risolvere problematiche che neanche gli esami strumentali più accurati troverebbero. Evitando accanimenti.

“Fare di più non significa fare meglio”, come dice l’associazione di medici, operatori sanitari e cittadini Slow Medicine:

“Troppo spesso si fanno esami in eccesso. È solo spreco di tempo e denaro – sottolinea Sandra Vernero, medico anestesista, oggi nella direzione generale Ausl Bologna, e cofondatrice di Slow Medicine -. Alcuni, se inappropriati, possono provocare danni alla salute. Oppure danno luogo a falsi positivi, agitando inutilmente la persona, o sovradiagnosi, cioè piccole anomalie che il nostro organismo risolve da sè”.

Se vale per la cura del corpo, a maggior ragione nello stile di vita in genere. Tutti lì a correre per fare di più.

Se vale per la cura del corpo, di certo vale per la cura dello spirito. E dell’anima.

Ascoltare e ascoltarsi, dare tempo, lasciare correre e non trattenere, non accanirsi.

“Sapersi liberare non è niente: il difficile è saper essere liberi”, diceva André Gide.

Una frase che… ci vuole tempo per afferrarla. Ci vuole coraggio.

Solo se riesci a fermarti e dare spazio puoi ascoltare l’emozione.

“Un ragionamento può essere sbagliato. Un’emozione no”, diceva J-Ax.

E’ l’emozione che crea. La mente viene solo dopo. Solo-dopo.

Bisognerebbe imparare, prima o poi.

Come dice la canzone:

Change your heart, look around you

Cambia il tuo cuore, guardati intorno

Cambia il tuo cuore, rimarrai stupito

Tutti dobbiamo imparare prima o poi.

Everybody's got to learn sometime

Si ma però…, mi direbbe la signora Pina vedova delle cedole, e ora che si fa con gli investimenti?

No problem: l’altro giorno mi hanno telefonato i F.lli Boscoli.

I famosi guru dell’investimento con il senno di poi mi hanno aggiornato sulle loro attività. Dato il crescente successo della loro tecnica di investimento, la loro azienda si sta espandendo per venire incontro alle richieste sempre più articolate della clientela. In particolare, alla Boscoli & Associates, il servizio Previsioni Sicure guidato dall’analista giapponese Toshiro Sonamazza, viene rafforzato con l’ingresso di Paolo Fox, fiore all’occhiello nel panorama previsionale astrofinanziario.

Ma la novità forse più importante è l’istituzione di un servizio di Ascolto-Voce Amica per quei clienti che si sentono un po’ smarriti. Il dipartimento sarà guidato dalla Dottoressa Signorina Rottenmeier, serissima analista freudiana, esperta in traumi da ribasso.

Purtroppo, quando ho cercato di approfittare della telefonata per scroccare una consulenza gratuita, i F.lli Boscoli mi hanno risposto con una frase sibillina:

“E’ difficile fare previsioni, specialmente se riguardano il futuro”.

A proposito di consulenza. Dopo l’indagine della Consob di cui si è parlato l’ultima volta (nella quale fra l’altro emerge il fatto che il 50% degli intervistati non è disposto a pagare alcunché per una consulenza finanziaria), abbiamo provato con Dolores a verificare sul campo.

Dovete sapere che spesso e volentieri ci sono lettori che scrivono a Bassa Finanza per avere qualche consiglio personalizzato sui loro investimenti.

Così, ultimamente Dolores ha risposto a tutti che i consigli gratis sono quelli di Bassa Finanza, mentre per tutto il resto bisogna valutare caso per caso la fattibilità di un rapporto di consulenza a pagamento.

A questo punto vi proponiamo un test.

Quale fra i seguenti è stato il risultato più frequente in seguito alle email di Dolores?

[if !supportLists]a) [endif]Rispondono subito dicendo che è ovvio che la consulenza va pagata.

[if !supportLists]b) [endif]Rispondono che quando vanno in banca a parlare con la Bella Figheira è tutto gratis: lei mica gli chiede i soldi, solo qualche firma “Qui, qui e qui!”, dove ci sono le crocette. E poi la banca gli regala l’agenda e il panettone.

[if !supportLists]c) [endif]Rispondono che non si vede perché uno debba pagare per quattro chiacchiere su temi di cui tutti parlano: indicazioni per investire si trovano anche su La Nazione, Telepiù e il Sesto Cajo Baccelli. Se uno legge anche il Sole 24 Ore, è a posto. Inoltre, navigare sui forum gratis di finanza garantisce un guadagno certo.

[if !supportLists]d) [endif]Spariscono dalla circolazione inghiottiti da un buco nero nell’etere.

Il primo che indovina quali fra queste casistiche è la più frequente riceverà un buono valido per una seduta di ascolto con la Dottoressa Signorina Rottenmeier.

E ora che si fa?

Dei mercati non parlo, che tanto direi sempre le stesse cose.

Vorrei però fare qualche acquisto.

Prima di tutto un fondo. E’ un investimento bilanciato: 50% obbligazioni (di cui la maggior parte “tranquille” e in euro) e 50% azioni globali. Ma con una caratteristica secondo me importante: le aziende su cui investire vengono scelte in base a uno screening di criteri di sostenibilità, ambientale, sociale… umana. Si comprano azioni di aziende che riciclano rifiuti tecnologici (es. le batterie dei cellulari), producono detersivi meno inquinanti, aziende particolarmente attente ai rapporti con i lavoratori e la sicurezza sui luoghi di lavoro…

Secondo i dati forniti dalla società di gestione (l’austriaca Raiffeisen), rispetto alla media del mercato le aziende in portafoglio producono il 90% in meno di rifiuti, emettono il 48% in meno di Co2, consumano il 60% in meno di acqua e contano il 30% in meno di incidenti sul lavoro. Inoltre il fondo partecipa attivamente alle varie assemblee degli azionisti per controllare l’andamento anche da un punto di vista di sostenibilità e proporre correttivi. Non mi pare poco.

Visto che oggi, dopo tanto tempo, abbiamo un link a un brano musicale, mi pare il momento di proseguire con la musica, che grazie alla rivoluzione tecnologica del digitale e dello streaming on demand sta vivendo un grande sviluppo. Compro Spotify, l’azienda svedese che dal 2008 a oggi ha conquistato il mondo (testa a testa con Apple Music).

A proposito: l’altro giorno è scattato il trailing stop su Apple. Si esce per la seconda volta: questa con un +70%, quella prima (nel 2016) con +96%. Il titolo è calato negli ultimi giorni perché pare che vendano qualche iPhone in meno. C’è però un dato che mi colpisce: il signor Warren Buffet con la sua arcifamosa Berkshire Hathaway ha accumulato una posizione in Apple pari ormai al 25% dell’intero portafoglio. Sono 50 miliardi di dollari, cioè il 5% di tutta Apple. Il che mi fa un po’ pensare, perché in genere Mr. Buffet non fa scelte avventate. Così, forte anche dei guadagni passati, direi che si può provare a rientrare. Questa volta la diamo ad Azzurrina, coetanea di Warren, così magari si incontreranno in un’assemblea degli azionisti…

In ultimo, un investimento in un trend che mi pare difficile da fermare: l’Artificial Intelligence (AI), quella cosa dove i computer imparano da soli… una cosa che noi usiamo tutti i giorni senza neanche accorgercene, a partire da quando facciamo una ricerca su Google.

Nvidia è un’azienda molto interessante che produce le importantissime Gpu (graphic processing units) per i computer, le schede grafiche con le quali ad esempio le macchine che guidano da sole riescono a decodificare l’ambiente esterno in un nanosecondo per frenare in tempo o evitare gli ostacoli. Nvidia è anche in pole position nel mercato dei videogames, che sta avendo ormai un’espansione mondiale impensabile prima, con tanto di olimpiadi e tornei live con decine di migliaia di spettatori entusiasti. Il titolo aveva avuto un andamento parabolico da bolla euforica, per poi tracollare del 50% con la volatilità di ottobre-novembre. Mi pare un occasione per provarci. In questo caso, visti i precedenti, metteremo un stop loss più ampio, con una banda di oscillazione del 35%.

Allora, riepilogando:

Per il Portafoglio Verdolino

compro il fondo Raiffeisen Bilanciato Sostenibile, cod. isin: AT0000785381

Per il Portafoglio Azzurrino

compro Apple, trattata al Nasdaq, isin: US0378331005

Per il Portafoglio Bolla Fucsia

compro Spotify, trattata al Nyse, isin: LU1778762911

Per il Portafoglio Rosso Big Babol

compro Nvidia, trattata al Nasdaq, isin: US67066G1040

Ricordo che trovate i Portafogli Colorati qui, e tutti i dettagli delle posizioni chiuse qui.

E con questo vi saluto.

Non credo che torneremo su questi schermi prima del 2019 (salvo aggiornamenti di emergenza), quindi io e Dolores vi facciamo gli auguri, quelli che preferite… Magari un augurio di riuscire a fermarsi un po’ e dare respiro all’anima.

A presto.

Giuseppe Cloza

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